I Progetti Integrati di Filiera, detti “PIF”, sono un intervento finanziati con Fondi Strutturali Europei (FSC e FESR) con gli obiettivi principali di supportare e promuovere la cooperazione tra imprese piemontesi delle stesse filiere nei mercati esteri e aiutare le micro, piccole e medie imprese. Pur avendo prodotti attraenti per l'export, le MPMI possono infatti mancare delle necessarie strutture o competenze ad avviare e consolidare processi di internazionalizzazione. I PIF sono strutturati in 8 filiere identificate come strategiche e innovative: Aerospazio, Automotive, Meccatronica, Chimica Verde-Clean Tech, Salute e Benessere, Tessile, Agrifood e Abbigliamento-Alta Gamma-Design.
Il rapporto è articolato in tre parti.
Nella prima parte vengono riportati brevemente alcuni dati di contesto sull’internazionalizzazione in Piemonte, che evidenziano una crescita sostenuta e diffusa a livello territoriale; viene altresì offerto uno sguardo anche attraverso il confronto tra Regioni.
La seconda parte focalizza l’attenzione sull’intervento realizzato in Piemonte, attraverso l’approfondimento delle caratteristiche della misura e della procedura di attuazione.
La terza parte del documento si concentra sull’analisi delle imprese beneficiarie: nel complesso hanno partecipato ai PIF 1.280 imprese piemontesi, l’85% di queste sono micro o piccole e poco più della metà svolge la propria attività nella provincia di Torino. Viene descritto poi il ruolo giocato dal Ceip, così come da altri attori regionali e descritte le attività implementate nell’ambito della misura. Grazie ad approfondimenti quantitativi e qualitativi vengono approfonditi i rapporti con il mercato e i fattori di competitività delle imprese beneficiarie, oltre che forniti i loro giudizio sulla partecipazione ai PIF. Dopo aver discusso le evidenze così emerse, vengono presentate le conclusioni e alcune indicazioni di policy.
Il contributo di ricerca è stato realizzato dal gruppo di lavoro IRES Piemonte composto da: Filomena Berardi, Giovanni Cuttica, Santino Piazza, Paolo Saracco.
Per consultare l’infografica clicca qui.
Per scaricare il rapporto clicca qui .
